Il borgo medievale di Nettuno sorge come una fenice sulle ceneri della gloriosa Antium romana, arroccato su una scogliera che domina il Tirreno.
Le sue radici affondano nel IX secolo, quando le incursioni saracene costrinsero la popolazione a rifugiarsi in un nucleo fortificato, l’attuale cuore pulsante del centro storico.
Caratterizzato da un intricato labirinto di vicoli, piazze e palazzi nobiliari, il borgo fu per secoli un baluardo strategico conteso tra le grandi famiglie romane, dai monaci di Grottaferrata agli Orsini e ai Colonna.
Sotto il dominio dei Colonna, nel XVI secolo, il borgo assunse la sua fisionomia definitiva, una cinta muraria possente, intervallata da torri cilindriche che ancora oggi raccontano di assedi e resistenze.
Al suo interno, la Collegiata di San Giovanni e il Palazzo Baronale testimoniano un passato di potere e fede profonda, la vicinanza al mare ha forgiato l’anima di Nettuno, rendendola un punto di snodo cruciale per il commercio e la difesa del litorale laziale.
Camminare tra le sue mura significa attraversare stratificazioni di tempo, dal Medioevo al Rinascimento, fino al tragico sbarco alleato del 1944.
Oggi, il borgo non è solo memoria storica, ma un ecosistema vibrante dove la pietra antica dialoga con la modernità, restando custode di un’identità fiera e inconfondibile.

