1. FINALITÀ DEL PROGETTO
Il progetto “Antinum” nasce con l’obiettivo di abbattere le barriere del tempo, trasformando la ricerca storica in un’esperienza sensoriale visiva.
Attraverso l’uso delle tecnologie digitali più avanzate, si è voluto restituire dignità e splendore all’antica Antium imperiale, evidenziando il legame indissolubile con l’attuale territorio di Nettuno e il valore dei suoi borghi.
2. RICERCA STORICA E FILOLOGICA
La base del lavoro è stata una rigorosa analisi delle fonti:
- Contesto Imperiale: Studio delle ville marittime e del porto neroniano, si è scelto di rappresentare l’abbigliamento classico (toghe in seta, tuniche di lino e stole) e l’architettura in marmo per differenziare nettamente l’epoca romana dalle successive fasi medievali.
- Eccellenze del Territorio: Il video integra elementi identitari unici come il vitigno autoctono Cacchione, la raccolta delle telline e prodotti agricoli storici come il carciofo romanesco e la misticanza.
N. 2 TUTORIAL IMMERSIVO ANTIUM
La Fine della Grandezza Romana (II – V Secolo d.C.)
Il viaggio inizia nel cuore della magnificenza imperiale, Antium, anche dopo l’era di Nerone, ha continuato a splendere sotto imperatori del calibro di Adriano e Settimio Severo.
L’Esodo e la Fondazione (VI – X Secolo d.C.)
Tra il IX e il X secolo, la furia dei pirati Saraceni costringe la popolazione superstite a un drammatico bivio: perire sulla costa o ritirarsi.
Gli abitanti decidono di abbandonare definitivamente la vecchia Antium, spostandosi di circa due chilometri verso est.
L’Architettura della Sopravvivenza (XIV – XVI Secolo d.C.)
Nel XIV secolo (intorno al 1300), sotto il dominio della potente famiglia romana degli Orsini, l’insediamento si trasforma in un vero e proprio Castrum.
La Rinascita Papale e la Separazione (XVII – XVIII Secolo d.C.)
Mentre Nettuno prospera protetta dalle sue mura, Capo d’Anzio rimane per secoli una landa deserta e selvaggia, frequentata solo da pochi pescatori. La svolta avviene alla fine del XVII secolo con Papa Innocenzo XII, il quale promuove la costruzione del nuovo Porto Innocenziano.
N. 3 TUTORIAL IMMERSIVO ANTIUM
Gli inizi del 1900 (il periodo della cosiddetta Belle Époque) segnano una metamorfosi radicale per Nettuno e per il suo Borgo Medievale.
Il territorio si spoglia definitivamente della sua antica veste militare e rurale per trasformarsi in una delle mete balneari e residenziali più eleganti d’Italia, frequentata dall’alta borghesia, dalla nobiltà romana e da artisti di fama internazionale.
1. La Belle Époque e il turismo d’élite
All’inizio del secolo, il mare non è più una minaccia da cui difendersi dietro le mura del Borgo, ma una risorsa.
Grazie alla linea ferroviaria inaugurata a fine Ottocento, Nettuno diventa facilmente raggiungibile da Roma.
- Lungo la costa nascono i primi stabilimenti balneari in legno, elegantissimi, dove la nobiltà romana si ritrova per i “bagni di salute”.
- Il Borgo Medievale fa da contrasto storico a questa modernità: i turisti dell’epoca amano passeggiare tra i suoi vicoli freschi e stretti dopo una giornata sulla spiaggia, affascinati dal sapore antico delle sue pietre.
2. Il Borgo si apre alla modernità
L’inizio del Novecento porta con sé una nuova sensibilità urbanistica, che purtroppo non sempre sposa la conservazione.
- I primi restauri: Ci si rende conto del valore storico del Borgo, vengono avviati i primi lavori per consolidare le mura degli Orsini e ripulire le facciate del Palazzo Baronale (Palazzo Colonna).
- L’espansione esterna: Intorno alle mura medievali sorgono splendidi villini in stile Liberty e Art Nouveau, con torrette, bovindi e decorazioni floreali che dialogano visivamente con i torrioni medievali.
- Il Borgo non è più un nucleo isolato, ma il cuore storico di una città che si espande rapidamente verso l’interno e lungo le coste.
3. Gabriele D’Annunzio
Il clima culturale dei primi del Novecento a Nettuno è vibrante, il personaggio simbolo di questi anni è il poeta Gabriele D’Annunzio, che elegge il territorio a suo rifugio creativo.
- D’Annunzio soggiorna a lungo nella vicina Villa Costaguti (oggi Villa Borghese) e subisce il fascino magnetico della costa e del Borgo.
- Proprio in questi luoghi e nella vicina Torre Astura, il poeta trova l’ispirazione per comporre una delle sue opere teatrali più famose, La figlia di Iorio (1904).
- La presenza di D’Annunzio attira a Nettuno intellettuali, artisti e aristocratici, trasformando i caffè fuori dal Borgo in veri e propri salotti letterari.
4. L’industrializzazione e l’artigianato nel Borgo
All’interno del Borgo Medievale mantiene un’anima popolarissima e artigiana, i piani terra delle case medievali, un tempo stalle o depositi militari, ospitano:
- Botteghe di cordari, pescatori che riparano le reti, fabbri e piccoli artigiani del legno.
- Le storiche cantine dove si produce e si vende il Cacchione, il vino tipico locale le cui uve crescono nei terreni sabbiosi circostanti.
- Il Borgo è un formicaio di vita quotidiana, dove il dialetto nettunese risuona tra gli archi di pietra.
5. I venti di guerra
La quiete della Belle Époque si interrompe bruscamente con l’avvicinarsi della Prima Guerra Mondiale, la posizione strategica di Nettuno torna a farsi sentire.
- A inizio secolo viene potenziato il Poligono Militare di Nettuno (Ufficio Tecnico Territoriale Armamenti Terrestri), un’immensa area costiera a sud del Borgo utilizzata per la sperimentazione delle artiglierie.
- Grandi personalità della scienza, tra cui lo stesso Guglielmo Marconi, frequentano la zona in questi anni per condurre esperimenti militari e di radiocomunicazione.
- Il Borgo Medievale si ritrova così a convivere con una forte presenza di soldati, ufficiali e scienziati, che cambiano l’economia e la vita sociale della città.
